Chi Siamo

Chi siamo

La Federazione internazionale per i diritti e lo sviluppo (IFRD), un’organizzazione europea indipendente per i diritti umani e lo sviluppo, con sede in Italia.

Le nostre aree di attività:

La Federazione internazionale sta lavorando in Europa, Medio Oriente e Nord Africa vista e considerata la situazione eccezionale in cui queste regioni si trovano a causa dei conflitti in corso, che hanno causato la morte di migliaia di civili innocenti.

Il nostro obiettivo:

Gli obiettivi della Federazione internazionale, istituita nel gennaio 2014, sono finalizzati principalmente ai progressi nell’ambito dei diritti umani nelle aree di lavoro, garantendo ai cittadini i propri diritti e il proprio sostentamento, con il fine di una vita dignitosa attraverso il monitoraggio e la documentazione delle violazioni dei diritti umani, che hanno attirato l’attenzione della comunità nei confronti della responsabilità di adoperarsi a ridurre o prevenire queste situazioni, oltre a fare di tutto per consegnare alla giustizia i responsabili delle violazioni, segnalando le loro responsabilità e garantendo che tutti siano soggetti alle norme del diritto internazionale.

Come salvaguardare i diritti umani:

La federazione internazionale per i diritti e lo sviluppo indaga sugli abusi condotti nei vari Paesi, nell’ambito delle proprie attività, raccogliendo e confrontando informazioni, raccogliendo resoconti di testimoni oculari e verificandoli. Sollecitiamo pertanto alle autorità statali e le organizzazioni per la tutela dei diritti umani riconosciute a livello internazionale di esercitare i propri ruoli di responsabilità e segnalare e assicurare alla giustizia i responsabili delle violazioni.

Le nostre aree di attività:

Libertà di opinione ed espressione

Conflitti armati

Arresti e detenzioni arbitrarie

Questioni di asilo e immigrazione

Diritti del lavoro

Prigionieri politici

 

Comunicati stampa:

 

La Federazione internazionale per i diritti e lo sviluppo (IFRD) condanna gli attacchi contro gli artisti sauditi e degli Emirati a causa delle loro posizioni sull’assedio del Qatar

 

Roma – La Federazione internazionale per i diritti e lo sviluppo (IFRD) ha denunciato le campagne di attacco nei confronti di cittadini di Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti che avevano espresso posizioni contro l’assedio del Qatar e di altri Paesi a partire dall’inizio del mese di giugno scorso.

La Federazione Internazionale, con sede a Roma, in un comunicato stampa, ha affermato che l’artista l’Arabia Saudita Waed è stata esposta a critiche feroci sullo sfondo di un concerto nella capitale del Qatar Doha.

La Federazione Internazionale ha criticato i commenti provocatori subiti dall’artista Waed sui social network in Arabia Saudita, scaturiti dalla diffusione di un video clip del concerto presso la sala conferenze a Doha, con la partecipazione del cantante iracheno Kathem Al-Saher.

L’IFRD ha notato i commenti che definivano l’artista Waed come “schiava di soldi”, mentre altri commenti ne richiedevano la punizione o persino impedire il suo ritorno in Arabia Saudita.

Nello stesso contesto, la Federazione Internazionale ha denunciato inoltre la campagna di critiche contro l’artista emiratina Ahlam Ali Al Shāmsi su Twitter e altri social network, nonché la decisione dell’emittente televisiva saudita MBC di escluderla dal talent show The Voice in lingua araba.

L’IFRD ha notato che l’artista Ahlam è stata vittima di campagne di attacco che includevano frasi ingiuriose e anche accuse di tradimento su Twitter, vista l’indignazione da parte dell’artista nei confronti della canzone emiratina “Qaulua li Qatar” che andava contro lo Stato del Qatar.

La Federazione internazionale per i diritti e lo sviluppo (IFRD) ha espresso disapprovazione per gli attacchi non giustificati nei confronti delle “dive” Waed e Ahlam e la loro esposizione a diffamazione e calunnia, visto che si ritrovano in mezzo a una sorta di lotta politica. L’IRFD ha richiesto inoltre di mettere immediatamente fine a queste campagne di critica e denigratorie e fermare le violazioni inerenti alla limitazione della libertà di opinione e di espressione sia in Arabia Saudita sia negli Emirati Arabi Uniti .

 

 

La Federazione internazionale per i diritti e lo sviluppo (IFRD) condanna l’uso della magistratura in Bahrain per punire i dissidenti

 

Roma – La Federazione internazionale per i diritti e lo sviluppo (IFRD) ha condannato la decisione della procura del Bahrain di rimettere la causa in tribunale nei confronti di tre dissidenti sulla base di diversi capi di imputazione, tra cui “la comunicazione con il Qatar”, mettendo in guardia l’uso della magistratura come mezzo per regolare i conti con gli oppositori e punirli.

La Federazione internazionale, con sede a Roma, ha dichiarato in un comunicato stampa che la misura è stata politicizzata per eliminare e sfruttare le differenze politiche con un altro Paese per reprimere gli oppositori del regime.

La procura del Bahrain ha annunciato ieri di avere rimesso la causa in tribunale nei confronti di Salman Ali Ahmed, Hassan Ali Gomaa Sultan e Ali Mahdi Ali Al-Aswad (leader del partito politico Al Wefaq, già sciolto), accusati presso la Corte Penale Suprema di collaborare con lo Stato del Qatar ed è programmata un’udienza per il 27 novembre.

Ali Salman, segretario generale dell’oramai sciolto partito di opposizione Al Wefaq, che è detenuto dal 28 dicembre 2014, è stato condannato a quattro anni dopo essere stato reputato colpevole di diversi capi di imputazione, tra cui la “promozione del cambiamento del sistema politico del Paese con la forza”.

Secondo il comunicato rilasciato dalla procura del Bahrein, i tre oppositori sono stati accusati di collaborazione con un Paese straniero per commettere atti ostili contro il Regno del Bahrein con l’intento di danneggiare lo status politico ed economico e gli interessi nazionali per rovesciare il regime nel Paese.

I capi di imputazione continuano, indicando “l’invio e la divulgazione di un segreto di difesa in un Paese straniero, l’accettazione di denaro da un Paese straniero in cambio di segreti militari e informazioni relative agli affari interni del Paese”.

L’accusa ha dichiarato che si basava su prove di quattro testimoni (non identificati), conversazioni telefoniche tra gli imputati Ali Salman e Hassan Sultan e dei funzionari dello Stato del Qatar avvenute tre anni fa.

La Federazione Internazionale ha inoltre affermato che questi capi di imputazione non recano prove convincenti per punire i dissidenti e screditare le loro attività politica pacifica per il bene della libertà pubbliche e la creazione di uno Stato di diritto e di un sistema pluralista. Ha inoltre sottolineato che la politicizzazione della magistratura e l’intervento dei servizi di sicurezza vengono trasformati in una semplice macchina di tirannia e viene portato avanti un regime dittatoriale sopprime la libertà di opinione e di espressione, impedendo qualsiasi opposizione nei suoi confronti.

La Federazione internazionale per i diritti e lo sviluppo (IFRD) ha richiesto inoltre di fermare il processo nei confronti dei tre avversari in Bahrain e far cadere i relativi capi di imputazione, nonché interrompere i soprusi da parte della magistratura per punire gli avversari. L’IFRD ha inoltre rimarcato la necessità di rispettare gli obblighi del Bahrain ai sensi di convenzioni e leggi internazionali sulla libertà di azione politica.

Il Bahrain è uno dei tre stati del Golfo ad aver imposto un blocco nei confronti del Qatar dal 5 giugno per avere sostenuto il terrorismo.

La Federazione internazionale (IFRD) condanna la detenzione negli Emirati Arabi Uniti dei giornalisti svizzeri e la confisca delle loro attrezzature

Roma – La Federazione internazionale per i diritti e lo sviluppo (IFRD) ha condannato la detenzione da parte delle autorità degli Emirati Arabi Uniti di due giornalisti svizzeri, avvenuta da oltre due giorni. I due giornalisti lavoravano nella capitale Abu Dhabi e le autorità li hanno umiliati e sottoposti alla confisca delle loro attrezzature.

La federazione, con sede a Roma, ha affermato che i giornalisti venivano accusati di avere documenti segreti. I loro nomi sono Serge Enderlin e Jon Bjorgvinsson e lavorano per RTS. I due sono stati trattenuti per 31 ore ed è stato impedito loro di comunicare con l’esterno.

La federazione internazionale ha dichiarato che i giornalisti sono stati rilasciati ed è stato permesso loro di tornare a Zurigo.

Le autorità hanno proceduto alla confisca di telecamere e sensori, così come dei loro dispositivi di archiviazione esterni e del materiale da loro raccolto. La televisione ha affermato che i giornalisti stavano realizzando un servizio sull’apertura del Museo del Louvre di Abu Dhabi. I due sono stati arrestati mentre si trovavano in un mercato pubblico, venendo poi interrogati per nove ore senza interruzione.

La TV svizzera ha denunciato l’atto compiuto ai danni dei suoi giornalisti dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti e lo ha considerato un attacco alla libertà di stampa.

La Federazione internazionale per i diritti e lo sviluppo (IFRD) ha considerato un reato la detenzione e l’umiliazione delle autorità degli Emirati Arabi Uniti nei confronti dei giornalisti, aggiungendo che la confisca delle loro attrezzature senza alcun fondamento di legge dimostra lo stato di repressione e intimidazione nei confronti di media e stampa negli Emirati Arabi Uniti. La federazione internazionale ha sottolineato che tali pratiche rappresentano una caratteristica generale della repressione portata avanti dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti contro le libertà pubbliche e la libertà di stampa e media, le quali perpetrano flagranti violazioni di convenzioni e accordi internazionali. Questi ultimi richiederebbero agli Stati di obbligare gli Emirati Arabi Uniti a onorare i propri obblighi.

La Federazione internazionale per i diritti e lo sviluppo (IFRD) condanna la duplicazione dello strumento di assedio in Medio Oriente a fini politici

Roma – La Federazione internazionale dei diritti e dello sviluppo (IFRD) ha condannato la duplicazione dello strumento di assedio imposta da Stati e sistemi politici. Il Medio Oriente viene visto come strumento per ottenere benefici economici, in seguito agli eventi accaduti in Qatar e in altri Paesi in passato.

La federazione, con sede a Roma, in un comunicato stampa ha preso le distanze dalle misure intraprese nei confronti del Qatar, in particolare l’assedio del Qatar, con conseguente violazione dei diritti per motivi politici. La federazione ha inoltre sottolineato che il blocco delle persone e la negazione dei servizi di base costituiscono una violazione lampante della legge.

Gli Stati e le organizzazioni per i diritti umani richiederanno una grande quantità di interventi da parte delle Nazioni Unite e del Consiglio di sicurezza, degli Stati e di tutte le organizzazioni relazionate.

Mercoledì scorso, Mark Lowcock, Segretario Generale per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, ha dichiarato che se l’Arabia Saudita non consentirà l’accesso agli aiuti umanitari, questo causerà “la più grande carestia che il mondo abbia visto da molti decenni, con milioni di vittime”. Lowcock ha parlato con giornalisti dopo che il Consiglio di sicurezza ha spiegato ai Paesi che non è possibile stabilire tempistiche su questa carestia qualora non arrivassero gli aiuti umanitari.

Le Nazioni Unite hanno messo in guardia contro l’imposizione di una coalizione araba da lunedì scorso, spiegando che in Yemen sono stati chiusi tutti gli accessi aerei, marittimi e terrestri dopo che è stato intercettato un missile lanciato dallo Yemen contro l’Arabia Saudita, il quale è stato poi abbattuto.

La Federazione internazionale dei diritti e dello sviluppo (IFRD) ha ripetutamente messo in guardia contro le conseguenze dell’aggravamento delle sanzioni: tante persone in Yemen a dover soffrire la guerra e il Paese ancora più dilaniato a un conflitto, con la popolazione che soffre questo già da anni.

L’IFRD ha inoltre rimarcato i rischi del ritardo dell’arrivo di aiuti umanitari in Yemen: si minacciano disastri umanitari, che stanno già colpendo sette milioni di persone. Il problema non è solo la carestia ma anche il freddo, che ha colpito già circa  900.000 persone.

Ha anche sottolineato il deterioramento delle condizioni della popolazione derivante dall’imposizione del blocco: l’IFRD ha fatto riferimento a un aumento dei prezzi del carburante e al blocco dell’ingresso di 4.011 tonnellate di aiuti umanitari da parte delle Nazioni Unite.

L’IFRD ha sottolineato che la politica dell’imposizione del blocco da parte degli stati della coalizione in Yemen fa venire in mente la crisi del blocco dei Paesi del Golfo in Qatar che va avanti da cinque mesi.

L’IFRD ha sottolineato che non è accettabile il silenzio dei Paesi sull’uso deliberato da parte di Paesi e sistemi politici delle armi di punizione collettiva per ottenere i benefici della politicizzazione e ignorare le considerazioni sul deterioramento delle condizioni della popolazione e sulla violazione dei diritti umani che hanno portato a questa politica di blocco.

La Federazione Internazionale (IFRD): la legge israeliana persegue i sostenitori degli attacchi alla libertà di espressione e alla democrazia

Roma – L’IFRD ha espresso il la propria critica al sostegno strategico che viene rivolto al comitato per le riforme ministeriali presso la Knesset: Israele sta preparando una legge nota come “legge contro il BDS” per perseguire chiunque invochi il boicottaggio di Israele e dei suoi insediamenti.

La federazione internazionale, con sede a Roma, ha dichiarato in un comunicato stampa che Israele utilizza la magistratura al fine di portare avanti procedure illegali che mirano a perseguire coloro che hanno chiesto il suo boicottaggio, sebbene quest’ultimo sia un metodo pacifico,  garantito dal diritto internazionale contro l’occupazione israeliana dei territori palestines..

Secondo la federazione internazionale, la modifica proposta alla legge israeliana sul BDS va inquadrata in una serie di proposte di legge e nella repressione che il governo israeliano discuterà durante la “guerra legale” scatenata dal movimento Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) in tutto il mondo.

L’IFRD ha sostenuto che questi passi rappresentano un “attacco” alle campagne e ai diritti dei palestinesi, ma anche alla libertà di espressione e un rifiuto delle campagne di pace nel contesto delle libertà pubbliche. Il comitato per le riforme ministeriali presso la Knesset ha votato a favore della preparazione di una legge per combattere il movimento BDS.  A Israele viene richiesto di sporgere denuncia ed esigere un risarcimento di 500.000 shekel (equivalenti a circa 143.000 dollari USA) da ogni persona fisica o giuridica che ha invocato il boicottaggio di Israele e dei suoi insediamenti, senza necessità di provare alcun danno risultante.

Il ministro israeliano della pubblica sicurezza Gilad Erdan, che ha presentato il progetto di legge, assieme ai membri della Knesset, ha affermato al partito Likud: “È fondamentale che gli attivisti di spicco del movimento di boicottaggio sappiano di aver pagato un prezzo per Il danno che causano all’economia e alla società israeliana”.

L’obiettivo del nuovo emendamento è quello di sostituire una sentenza pronunciata dalla Corte suprema di giustizia israeliana con la legge originale promulgata nell’anno 2011, che ha stabilito l’istituzione di comitato allargato nel 2015, che non è stato possibile adottare a tempo indeterminato per il risarcimento di cui sopra.

L’IFRD ha commentato che le azioni di Israele riflettevano i suoi tentativi di esercitare pressione, messi in pratica assieme ai suoi alleati, nei confronti del movimento di boicottaggio della provincia e di inasprire il blocco ni confronti dei suoi attivisti, alla luce delle vittorie nelle azioni di espansione del distretto di Israele e i suoi insediamenti.

L’IFRD ha sottolineato che se gli emendamenti di cui sopra saranno adottati e approvati dalla Knesset, Israele dovrà essere classificato come stato basato su un sistema di leggi razziali, dell’occupazione militare e colonialistico, vista l’istituzione di tali leggi e il rifiuto delle voci di opposizione dentro e fuori Israele”.